Paziente di 52 anni che è giunta nel mio studio con una lesione parziale del tendine di achille e impossibilità a lavorare, a deambulare e a fare le scale senza dolore. L’indagine ecografica mostra una lesione minima del tendine di achille con formazione cistica del tendine a livello del calcagno; inoltre è presente tumefazione ed edema distale con dolori diffusi su più parti del polpaccio e del piede. Ad un primo esame obiettivo è presente a livello fisioterapico dolore all’elevazione sulle punte e dolore alla deambulazione con zoppia, inoltre si è riscontrato debolezza dei muscoli flessori delle dita e dell’alluce e ipertrofia del polpaccio (gastrocnemio e soleo) con annessa rigidità della fascia plantare. I trattamenti proposti sono stati incentrati sulla riduzione della tumefazione con l’applicazione di pomate antiedemigene, ghiaccio e tecarterapia con ottimi risultai, tanto che la paziente ha iniziato subito ad averne beneficio ma non in maniera del tutto efficace dato il suo lavoro e la sua propensione a fare molto movimento. La tecar terapia è stata eseguita prevalentemente sui muscoli flessori delle dita e dell’alluce per inibire la stato di tensione e per incrementare le performance di contrazione muscolare, poi è stata svolta una porzione di terapia attiva sul tendine per cominciare a caricare in maniera graduale la porzione lesa e dolorante. Insieme all’iter terapeutico prescritto sono state svolte sessioni di terapia manuale sull’avampiede, retropiede e caviglia e di terapia miofasciale sulla fascia plantare e sui muscoli del polpaccio presi in esame. Tutti gli approcci descritti in precedenza sono mirati a migliore non solo la sintomatologia dolorosa ma anche a facilitare il carico a quelle strutture che nel tempo hanno mostrato segni di sofferenza e disfunzione. La terapia manuale in questo caso ha coadiuvato nella patomeccanica del piede che era inevitabilmente compromessa in una situazione del genere, con limitazioni in dorsiflessione e plantaflessione. A fine seduta sono svolti esercizi di mantenimento attivo dei muscoli  e dei tendini al fine di facilitare la ripresa funzionale al carico e ridurre la sintomatologia dolorosa. Sono stati prescritti esercizi di mantenimento a casa per incrementare le potenzialità di successo della terapia concordata e questo ad oggi sta dando ottimi risultati facilitando il reinserimento funzionale delle strutture analizzate nelle attività di vita quotidiana come la deambulazione o il lavorare senza dolore. La terapia sta seguendo il suo corso e si sta svolgendo nel migliore dei modi con conquiste sempre più positive da parte mia e della paziente; i trattamenti sono ancora in corso ma rispetto alla condizione antecedente è nettamente migliorata e le terapie avranno fine quando la paziente sarà totalmente soddisfatta e riprenderà in modo normale senza dolore o tumefazione la sua vita lavorativa e sportiva.