Caso clinico di una paziente di 67 anni che presenta diagnosi medica di tendinopatia del sovraspinoso evidenziata dalla risonanza magnetica; la patologia è presente da almeno due anni e sono stati eseguiti dei trattamenti pregressi per migliorare il movimento della spalla e la sintomatologia dolorosa sia a riposo che notturna, ma l’ulteriore caduta sull’articolazione recente ha riportato la paziente nel mio studio. All’esame obiettivo fisioterapico si manifesta dolore sul tendine del bicipite brachiale con dolore associate alla flessione, alla intrarotazione, all’extrarotazione e alla massima flessione sia in sede bicipitale che in sede acromion-claveare. Si esegue uno specifico videat fisioterapico con test di forza e mobilitazioni articolari passive per analizzare al meglio la condizione clinica presente. La paziente possiede un intensa attività del trapezio superiore e medio con debolezza di quest’ultimo ma un buon compenso del trapezio superiore che permette comunque un buon e discreto movimento della spalla nonostante il dolore. Esaminati anche i movimenti costali superiori e movimenti del rachide cervicale. Il trattamento eseguito è incentrato sulla terapia miofasciale con l’ausilio in primis del pompage per inibire senza troppo dolore i muscoli tesi e rigidi e la fascia del rachide cervicale; in seconda battuta sono utilizzate tecniche di terapia manuale incentrate sulla gleno-omerale, sulla acromion-clavicolare, la scapolo toracica e la colonna cervicale con l’ausilio della teca terapia per accelerare i tempi di guarigione tessutale e facilitare la mobilizzazione articolare e muscolare. La terapia con la tecar ha mostrato immediatamente buoni risultati con riduzione del dolore e sopratutto una discreta mobilia articolare della gleno-omerale; in seguito sono stati eseguiti trattamenti su molti muscoli che lavorano in fionda con la spalla soprattutto muscoli scapolo toracici e brachiali per facilitare il movimento indolore nei piani di movimento doloranti e analizzati. Dopo 10 sedute scarne la paziente non presentava dolore e la cosa più importante è stata la ripresa del movimento senza dolore che mi ha permesso di lavorare con più decisione alla ripresa funzionale dei movimenti persi dopo la caduta. Insieme agli esercizi prescritti la paziente è giunta nel mio studio con assenza di dolore a riposo e soprattutto notturno con miglioramento dei movimenti mattutini e con una buon performance muscoloscheletrica in tarda serata il che mi ha permesso di prescrivere ulteriori esercizi consoni alla ripresa funzionale della muscolatura in disfunzione e dei movimenti perduti. Ad oggi la paziente riesce a svolgere molte attività di vita quotidiana senza il benché minimo fastidio e con una ottima mobilità senza insistere ulteriormente sulla riabilitazione attiva e senza l’ausilio di alcun farmaco, ma solo della crioterapia in alcuni momenti dell’iter riabilitativo.