Si è presentata nel mio studio una paziente di 16 anni che pratica attività agonista di pallanuoto per poter risolvere un problema di difficile risoluzione; una pubalgia sinistra persistente. La paziente soffriva già da molto tempo di questa patologia ma non è mai riuscita a risolverla in modo duraturo. Presentava difficoltà durante la pratica agonistica e aveva dolore mattutino a riposo e nella marcia. In questo caso ho optato per un iniziale trattamento con tecar terapia abbinata a tecniche di inibizione muscolare miofascaile per ridurre un minimo il dolore insieme a terapia manuale sull’anca, sul bacino e sulla colonna lombare. In seguito nella fase intermedia ci siamo concentrati molto sulla parte attiva con esercizi di allungamento sia in studio che prescritti a casa continuando sulla mobilizzazione dell’anca e della colonna lombare che presentavano disfunzioni di mobilità e di elasticità. La tecar terapia è stata sospesa nella quinta seduta dopo un progressivo miglioramento della fase dolorante e con un buon range di movimento dell’articolazione dell’anca del bacino che si trovavano in disfunzione. Gli esercizi di allungamento sono stai indirizzati su particolari muscoli coinvolti nella patologia che influenzano il decoro positivo della prognosi, basata sul suo rientro nell’attività agonistica. La parte finale della riedizione motoria invece è stata esclusivamente concentrata sul recupero funzionale usando particolari ausili di riabilitazione e sulla pratica della corsa che era necessaria anche per valutare l’efficacia della terapia. Dopo dieci sedute la paziente non mostrava alcuna sintomatologia dolorosa a riposo e riusciva sia a camminare che a correre senza dolore quindi ha ripreso la normale attività agonistica.